March 5, 2007
Mi specchio in questo passato...
Torno sulle pagine del vecchio diario che è questo sito. Lo scopro naufrago, solo, visitato pure nelle mia assenza. Mi specchio dentro alle parole che scrissi, vedo quanta vita mi è passata dentro. Ne sono felice, un sospiro di sollievo nel sapere che da sempre vivo e lo faccio con tutta quell'anima che a volte, ma poi sorrido, maledico.
Ho passato quest'inverno, questo tempo dall'ultima volta che ho scritto, pieno di lavoro e colmo di sentimenti, di rabbia, di gelosia e di amore. L'ho passato ancora e sono cresciuto prima nel cuore e poi nel lavoro, nel mio dannatissimo lavoro. L'ho passato in tournee, tra visi sconosciuti che impari ad amare, pieno di gente e amici, gente e parole eppure perchè in tournee ti senti così solo? Così ho tentato d'ingannare il tempo e la vita con un amore prima, troppo debole per essere vero, e uno alla fine, troppo forte per sopravvivere. Poi preda del tempo ho cominciato a correre, da Roma, con ansie nel petto già abiurate ma ancora folli e forti, ancora vere e non sapevo dove fermarmi, dove poggiare il mio piccolo regalo per chi sa cogliere, dove poggiare l'ultima volta le mie labbra prima di partire ancora. Lo so, ho sbagliato: non eri tu quella che potevo amare e comunque non per cacciare lei. L'ho creduto e ti chiedo perdono dicendoti "spostati". Perdonami, accetta la parte di me che rifiuto nelle persone che incontro. Accetta quella parte che ti nego non da sempre ma da quel punto in cui ho scoperto il tuo volto nella penombra della stanza prima dell'amore.
Chiudo le pagine appena riscoperte, non per fuggire, per scrivere ancora.
August 13, 2006
Morgana - Luce di giorni passati
E come sempre arrivo al solito posto a raccontarle quello che non ho visto, e come sempre questo giorno è passato e non ricordo come e quando sia stato. Lei nel fuoco si vede e non si vede, non conosco i suoi anni ma sorride. E' la sua mano come un velo sottile e mi piega il capo per farmi bene, e come tutte le altre volte nel letto fa l'amore e mi addormenta sul petto; mi accarezza alla luce di una fiamma e mi canta una strana ninna nanna.
Tu che torni, quando torni non ritorni, tu non torni mai. Sono giorni, sono sogni, tu ritorni ma non torni mai. Tu che torni, quando torni non ritorni, tu non torni mai. Ora dormi, che se dormi mentre sogni forse tornerai.
Ho un solo tempo quando il cielo è già scuro e sono un servo, un saltimbanco, un guerriero. Ma non ricordo le figure del giorno ed ogni volta è sera quando mi sveglio, oggi ho quasi vent'anni e sono biondo, l'altra volta quaranta e l'altra cento; e mi risveglio mentre sono a cavallo e sfioro gli alberi aggrappato al suo collo. E le racconto sempre un'altra mia vita e lei fa finta che non l'abbia inventata, ora è piena di luci la capanna e lei canta una vecchia ninna nanna.
Tu che torni, quando torni non ritorni, tu non torni mai. Sono giorni, sono sogni tu ritorni ma non torni mai. Tu che torni, quando torni non ritorni, tu non torni mai. Ora dormi, che se dormi mentre sogni forse tornerai.
July 28, 2006
Sei felice?
Succede, non te lo aspetti e ad un tratto succede che qualcuno te lo chieda. Che d'improviso ti ponga di fronte ad un quesito di cui da sempre rimandi la risposta. Succede che qualcuno, dal nulla ti ponga una semplice domanda: "sei felice"?
...
Sinceramente è una domanda inutile. Sei felice che senso ha e che senso ha ora? Lo sono stato in alcuni momenti, so di esserlo stato. In quei momenti in cui mi batteva il cuore o in cui riuscivo ad amarmi perchè mi capivo e questo bastava a rendermi tale. Lo sono quando oggi mi sento vivo anche nella meraviglia di un no. Ma felice? Che vuol dire, felice come condizione duratura o come attimo di tutto? Felice come meraviglia o come sospensione che è già perdere o credere di vincere?
Faccio mente locale, non lo sono, non ora. Non lo posso essere, quando dai credito alla tua inquietudine perdendo i punti di riferimento non accarezzi il tuo ego, lo calpesti e lo provochi per dimostrarti che è in grado di rialzarsi più forte e incazzato di prima. Ora sono così, ho appena conquistato te che mi hai fatto la domanda e già mi sento più uomo ma felice no, quella è un'altra storia, un altro giorno, un altro amore. Ho appena ritrovato l'idea di un lavoro che mi meraviglia ancora dopo venticinque giorni eppure no, ancora non te lo posso giurare, non lo sono.
Ma il punto ritorna questo, che importa? Che vuoi adesso che stavo bene, che ti stringevo tra le braccia e sentivo il tuo respiro sul petto e poi domande, basta domande. Questo me lo sono promesso, basta risposte.
Dunque forse è più bello giocare coi perchè che dirlo apertamente ma qusta domanda io la giro a voi. Siete felici?
July 19, 2006
Che questo battito non ti svegli...
Approfitto di questo risveglio mattiniero per respirare, accendere il portatile e finalmente scrivere di me, scrivere di qui. Sono stati lunghi giorni travagliati, grandi emozioni e piccole ansie; giorni di lavoro e di pensieri, ma grandi giorni. Forse scrivere ora è una scelta che mi portavo dentro dalla partenza, scrivere dalla conapevolezza di stare bene e di essere leggero, di aspettare la vita che qui corre veloce e calda come i minuti che mi passeranno davanti ora, non domani. Insomma, sono e mi sento felice, più di prima, mi sento felice perchè so che ora sono davvero io, perchè non penso più ad altro, perchè mi piace vedermi sorridere davanti allo specchio e pensare lieve che decidere di nuovo di stimarsi è come uscire da un lungo raffreddore che ti logora ma che quasi più non senti, a cui sei assuefatto. Lieve dirsi ti voglio bene con la sigaretta in bocca e te nel letto. Te, che non credevo davvero di rivedere, di riabbraciare.
Forse questa è solo la forza di un attimo particolarmente dolce e felice, forse è solo il sentirti respirare cercando di battere piano sulla tastiera per non svegliarti, forse è solo la mia voglia di stare bene ma comunque non ho paura. Vedo orizzonti sereni oltre le nuvole che so che si avvicineranno per accompagnarmi in momenti di solitudine, in attimi in cui dovrò, per vivere, pensare troppo e spesso con quel bicchiere scalfito nella mano destra. Sono pronto, la mia grandezza di ora la trascinerò fino a domani con violenza, con determinazione, teatralmente. Lo farò davvero abbraciando chi mi vuole bene e voltando la schiena ancora di più a chi non può capirmi. Con affetto da una Roma oggi vera ed eterea.
"Una nave si avvicina, si avvicina lentamente, senza fretta. E' il futuro che ti aspetta, ti conviene uscire adesso, adesso basta!"
June 30, 2006
Poche idee ma confuse...
Quando hai tante cose da dire e devi dirle nello spazio di poche righe puoi fare confusione, più confusione di quella che già normalmente faccio nel voler gestire sempre la vita a modo mio. Domani alle 16.30 parto un'altra volta, un altro volo mi porterà momentaneamente lontano, a Roma. Mi porterà la perchè io l'ho desiderato un giorno e ora sono assistente alla regia nel Gattopardo per la regia di Andrea Battistini con Luca Barbareschi. Dunque esaltazione e senso di fiducia verso me, adesso mi fido ma parto con un dolce e leggero nodo alla gola, uno di quelli che dimentichi quando inizi a respirarla, Roma. Accendo una sigaretta mentre preparo le valige e cerco di lottare con l'afa che vuole abbattermi e non sa che non riuscirà.
Ora sono ancora qui ed esprimo quello che è il secondo forte rantolo di una settimana, esprimo la mia grande e sincera stima, il mio meraviglioso affetto per la vostra famiglia, amici e fratelli, la famiglia che mi sa accompagnare sempre. Partendo da te, mentore assoluto in giornate tristi e confuse, Silvio, grande genio che come un bambino lotti con la voglia di essere visto e lo fai sorridendo e un giorno imparerò anche questo da te. Poi tocca a lei, che in questi giorni mi ha dato la mano con le lacrime agli occhi e ha sempre avuto parole forti e sincere, quelle che da solo non riuscivo a dirmi. Se ora vado deciso e leggero lo devo a te Maud, questo lo sai. E il resto di questa mia grande famiglia non è da meno perchè siete persone che capiscono e lo fanno sempre da zero, giudicando quanto basta ma senza esagerare. Ci tenevo a dirvelo, forse per partire pensando a voi e non ad altro come già mi sono promesso. Ci tenevo a dirvi che di tutti i viaggi che faccio lontano, fisici e mentali, di tutte le volte in cui mi giuro di essere solo, di tutti i giorni in cui altro buio non può esistere io penso al vostro respirare e non vi chiamo ma vi sento e quanto basta.
Un affetto grande che non si può sprecare, una fiducia da regalarvi a piene mani perchè ora, più che mai, vi voglio bene e vi ringrazio per tutto, quel tutto che spesso non vi chiedo e mi date.
Grazie.
Lorenzo.
June 27, 2006
Very Important Dog

Qualcuno dice che eri "solo un cane". Qualcuno sbaglia.
Ricordo quando lieve carezzavo il tuo muso mentre sapevi sconvolgermi i pensieri solo con la forza di uno sguardo, o di un sorriso. Ricordo il tuo passo maestoso attraverso un enorme giardino bianco di neve e tu, lo so, ti divertivi nonostante il ruolo che dovevi tenere perchè dentro amavi e giuro, eri amato. Perchè quando mi scortavi al cancello mi sentivo protetto e ora che più che mai ne avrei bisogno assolvo da solo a questo dovere e mi pesa.
Allora chiudo gli occhi e nella memoria allungo le dita a toccare il suono con cui mi chiedevi di rimanere, di non lasciarti. Provo ad imitarlo ma mi ricordi che a lasciare, senza colpa, sei stato tu e spesso ti penso e mi manchi.
Forse è solo malinconia e comunque non fa male,
è come se qualcosa, un bruco, mi camminasse sul cuore.
Con forza ed affetto.
Qualcuno dice che eri "solo un cane". Qualcuno sbaglia.
June 21, 2006
Ti stringo, lontano per poco...
Lo ammetto, è stato strano e dolce sentirti ieri, dopo anni di distanze fisiche e silenzi. E' stato forte sentire che dopo tutta questa vita tornare ad essere, per il tempo di una telefonata, quelli che ridevano e scherzavano, e parlavano e si capivano è stato un attimo. E' stato bello sentire che vivi nonostante non potesse essere diverso e nonostante non credessi di poterti affrontare da amico vecchio per tutta le vicende che conosciamo e che ora sono nulla a fronte di ciò che è poi successo.
E poi c'è molto del resto, del capire che di quello che per molto tempo ha mosso il mio cuore giovane e allora insicuro, più che mai incompreso e temuto, ora rimane una meravigliosa sensazione di leggerezza, come scivolare lento sul ghiaccio del ricordo tuo e dei tuoi occhi. Forse avrei voluto conservare più ricordi di tutte quelle piccole cose da niente che erano la vita ai tempi in cui ci siamo capiti, che erano film e bravate, che erano gogliardia nel momento stesso in cui capisci che forse ami e che forse sbagli ma che è un errore da commettere. E risolvendo il resto, risolvendo l'incomprensione finale, risolvendo la distanza, risolvendo la figura di un uomo che comunque ci ha divisi forse possiamo tornare almeno nella mente a volerci bene, quel bene puro che mi augurerò e ti augurerò per sempre comunque. A presto, a Luglio...
June 13, 2006
Un nuovo tatuaggio sul cuore...
Vi interessa, oggi sono sereno...
O meglio, ammetto che è una situazione strana perchè le novità mi assillano e mi chiamano e tutto quello che ieri a mezzanotte ho giudicato vecchio lo vedo allontanarsi come al finestrino di un treno veloce e questo non mi fa male, mi cammina come un bruco sul cuore. Vecchio è tutto il lavoro che ho finito, vecchio è chi mi ha perso, vecchio è questo continuo fare che mentalmente è già rimpiazzato con quello che fra poco comincerò a Roma...
Manca poco alla partenza di cui non vi ho mai parlato e sicuramente quel poco sarà molto lavoro, molta fatica, ma anche molta, molta attesa e voglia. Staccarmi un po' da queste terre mi farà bene e come ogni partenza sarà la gioia del nuovo ad illuminarmi ancora, a scaldarmi di attesa e speranza.
Ma ripeto, oggi sto bene, stranamente bene, magicamente bene. Come svegliarsi da un'intervento e non sentire dolore, ammetto è strano e forse passeggero ma non conta.
E poi al pratico mi sono legato in eterno un simbolo sulla schiena, un tatuaggio ancora da comprendere e per questo già di per se eterno e anche se ora brucia forse è lui a proteggermi, questo Vitruvio al presente...
Insieme a te che non ci sei più da un po', non per scelta, che pure amavo e che ora mi guardi da qualche parte nell'eterno o almeno da una vecchia foto che è dolce perchè come sempre sorridi e spesso vorrei toccarti il viso, accarezzarlo, almeno solo il tempo di dirti grazie. Grazie di cuore. Ma ora tu da la sai tutto quello che sto passando e te la starai ridendo sotto quel melo dove piccolo ci cullavi, mi cullavi...
Ma scrivo queste righe per sigillare un patto con questa armonia affinchè rimanga mia e non sia fragile come il vento, incostante come le tue parole. Scrivo queste righe per darmi un colpo da solo nel sereno di oggi per ritrovarlo al risveglio di domani. Sereno e immutato. Come la tua paura e la mia indifferenza, quella che avrò domani.
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