Madre
11 ottobre 2004
A cosa pensavi,
quando io e te,
nell'unico modo possibile,
eravamo soli,
e allo stesso tempo così pieni di amici.
Quando l'unica preoccupazione,
era lo stare sempre insieme,
e quando andrà via,
e perchè,
o per chi...
Ora siamo ancora insieme,
e non lo diresti,
ne mai l'avresti fatto allora,
che ci saremmo amati cosė tanto.
Che vagare è dolce,
e capirsi a volte difficile...
Ma ora siediti,
prendi fiato e guardami negli occhi.
Chi credi ch'io sia?
So che sai la risposta,
non bramare futili perchè.
Ti voglio bene,
e a volte mi manca la lei di una volta.
Ma poi guardo bene,
e sei sempre tu.
Sono dunque io che non mi so adeguare
al volere del tempo.
Sempre io che lo faccio sputando rospi
sulle prime file.
Ingoiando voci sul calar degli applausi.
Ma ora ti capisco,
e ti chiedo scusa,
di tutto,
e anche di niente,
quel niente che a volte non mi perdoni.