Dando
31 gennaio 2006
Come si fa presto a crescere restando piccoli,
immutati punti.
Come ci si accorge tardi
e sempre in tempo
che l'affetto ci consola il cuore
dei nostri pochi anni caduti
e feriti nel solo ricordo già annebbiato.
E credersi è l'illusione di un istante,
il battito di ciglia di un amore finito
e tu sai come
e tu sai quanto
e ora.
Mi prendi per mano,
so cosa vorresti fare,
con che passione,
come mi capisci
e ti voglio bene ora
e mai capiro' quanto
che poi siamo numeri del gioco...
Se siamo stati fuori,
rivali,
amici,
ora e' oltre la parola,
oltre il ricordo,
più in la del soffio leggero di questa nebbia,
che gela il cuore ed esalta il ricordo,
quello grande,
quello che uccide.
Mi credi?
Ti sento vicino e ora ti vedo,
leggero,
a lottare per altri,
per coloro che ami,
che stimi, troppo spesso da solo.
Se fossi chi tu sai,
ti avrei già spiegato,
e forse avresti capito di piu',
perchè maestro delle emozioni
lui lascia immutato il tempo e immortala il dolore,
come tributo vigliacco alla sorte di lei
di Fuser.
Non è una poesia,
non sono un poeta,
ma lo sento e ora lo sai.
Grazie.
Lorenzo.